Saturday, 2 May 2015

"The Americans": Spy Story? Dramma Coniugale? Public History della Guerra Fredda?

The-Americans
The Americans,[1] serie TV (35 episodi, tre serie), 2013-2015, produzione FOX (Fox 21 Television Studios e download possibile da diverse fonti, anche in un blog italiano (The Lord of Streaming) come sul sito di Eurostreaming.tv). [2] <http://www.fxnetworks.com/shows/the-americans/episodes>.


 «Tutto è lecito in amore e in guerra fredda» è il motto della serie televisiva The Americans, che è arrivata alla terza stagione nel 2015 (una quarta stagione è prevista), riscuotendo un grande successo di critica, già dalla prima serie, e di pubblico, soprattutto dalla terza serie.[3]
Benché girati a New York, gli episodi si svolgano a Washington all’inizio degli anni ’80, con la fine del mandato di Jimmy Carter (1977-1981): le elezioni del 1980 vedono il trionfo repubblicano di Ronald Reagan, presidente per due mandati dal 1981 al 1989. La prima serie, andata in onda nel 2013, comincia infatti poco dopo il 1980 e la nascita di una politica estera marcatamente anti-comunista da parte di Reagan, che segna la fine della politica di détente elaborata da Carter dopo la guerra del Vietnam; si tratta di una radicalizzazione che accelera la lenta disintegrazione dello Stato sovietico durante il decennio.[4]the-americans demi
Il regista Joe (Joseph) Weisberg (1966-) ci offre con The Americans una trama suggestiva nella quale si intrecciano le vicenda familiari e amorose di una coppia di spietate spie sovietiche trapiantate negli Stati Uniti da anni: Phillip (Matthew Rhys) e Elizabeth Jennings (Keri Russell). I Jennings posseggono una piccola agenzia di viaggio che permette di giustificare numerosi spostamenti e di coprire cosi le loro attività spionistiche.[5]
Weisberg, cresciuto in una famiglia ebraica,  si è laureato a Yale, dopo aver seguito corsi di storia russa nell’epoca Reagan, e nel 1990 decide di lavorare per la Cia, rompendo con il suo ambiente “liberal” di origine. Le sue scelte e la sua esperienza nei servizi segreti americani diventarono romanzo -scritto dopo essersene allontanato dopo la morte del padre nel 1997.[6]
Infatti l’a. della serie scrive un scenario molto “storico”, anche se le gesta delle nostre spie sono solo ispirate a fatti realmente accaduti: certamente la sua esperienza diretta alla Cia è servita per tracciare il personaggio di Stan Beeman (Noah Emmerich), l’agente dell’FBI che si occupa di controspionaggio e, in modo particolare, di scoprire le attività segrete dei sovietici, non esitando ad uccidere se necessario come, d’altronde, i Jennings. In The Americans Beeman si confronta direttamente con la coppia dei Jennings, suoi vicini di casa in un sobborgo residenziale, emblema del sogno della media-borghesia americana.
Quanto ai due protagonisti - Phillip e Elizabeth – secondo la trama si sono conosciuti all’università in Unione Sovietica, dopo sono entrati nel Kgb, e successivamente si sono sposati per nascondere le loro attività negli Stati Uniti. Alcuni flashback mostrano Elizabeth in Russia mentre si prepara al mestiere di spia. Con il passare degli episodi i due vengono raffigurati con differenze sempre più acute: Phillip esegue gli ordini, ma sempre con fare dubbioso, e risente del fascino del capitalismo e del sistema dei consumi americano, mentre Elizabeth rimane fanaticamente impermeabile alle lusinghe del benessere occidentale ed è pronta ad eseguire senza alcuna discussione gli ordini che le vengono dati.
iTunes   Podcasts   The Americans  Slate TV Club Insider by Slate Magazine
"The creators, cast, and crew of FX’s original drama The Americans reveal behind-the-scenes details about the making of each episode in Season 3. The podcast [was] released shortly after The Americans airs on FX each Wednesday at 10 pm Eastern and Pacific. "

Nella terza serie il Kgb richiede di arruolare anche la figlia adolescente Paige. La madre è pronta ad acconsentire, mentre  Philip si oppone, ritenendo che per i loro figli sia preferibile rimanere fuori da attività clandestine estremamente  pericolose visto che entrambi i genitori rischiano quotidianamente la vita.
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The Jennings Family in the 3rd Series - La Famiglia dei Jennings nella terza Serie di "The Americans
Nella “vita normale” i protagonisti Phillip e il suo  amico Stan si confidano le reciproche traversie  sentimentali. Molto probabilmente Weisberg si  riconosce nell’agente dell’FBI Beeman, un  personaggio che viene raffigurato come leale al suo  paese, ma con un matrimonio in piena crisi e  sensibile alle attenzioni della bella spia Nina  Krilova (Annet Mahendru) addetta dell’ambasciata  sovietica. La giovane e ambiziosa Nina oscilla tra la  voglia di svolgere bene il proprio lavoro per  l’ambasciata e, invece, la tentazione di lasciare  tutto e di inserirsi negli Stati Uniti grazie a  Beeman, diventato suo amante.
Il «New York Times» nel gennaio 2013, dopo l’uscita dei primi episodi, ha sottolineato la capacità di Weisberg di mettere in scena il mondo dello spionaggio a partire dall'esperienza da lui vissuta: anche Weisberg ricorda quanto sia stato difficile destreggiarsi tra vita privata, famiglia e la professione di spia, che chiede continuamente di ricorrere alla menzogna.[7] E in un intervista a Slate Weisberg ha spiegato che la serie oscilla tra un'interpretazione intimista: la famiglia di spie alle prese con relazioni coniugali tese e una storia più globale che rendesse conto delle tensioni dell'ultimo periodo di guerra fredda.
La storia è centrale nella presentazione di ogni episodio: fonti audiovisive, fotografie, documenti d’epoca, ritratti dei protagonisti di allora come Reagan, e oggetti simbolici di propaganda e emblemi dell’epoca tardo-sovietica riassumono le coordinate di quell'ultima parte della guerra fredda contro il comunismo.[8] Ma non è una serie propriamente storica, che intende presentare un racconto storico della guerra fredda. Nondimeno la sua grande capacità attrattiva risiede nella ricostruzione di ambienti - nell’epoca finale della guerra fredda – in cui si ritrovano intrecci tra missioni pericolose  e relazioni familiari. La storia delle tensioni tra Russia sovietica e Stati Uniti degli anni ’80 serve di sfondo al racconto delle missioni spionistiche, che si muovono tra il dispiegamento degli SS-20 in Europa dell’Est, la risposta americana con i missili Cruise, la fuga dei cervelli sovietici negli Usa dove lavorano anche a programmi militari nuovi come quello degli Stealth, gli aerei invisibili, e così via.[9]
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La storia “si vede” soprattutto quando i personaggi accendono la televisione, quando si ha notizia della campagna Carter-Reagan e dell’elezione dell’ex-governatore della California e, soprattutto, dell’impatto sulle nuove relazioni con i sovietici, della violenta polemica anti-comunista di Reagan. Ad esempio l’attentato del 30 marzo 1981 a Washington, ad opera di uno squilibrato, è evocato nella seconda serie, attraverso immagini alla televisione, dove il segretario di Stato di allora, Alexander Haigh,  interviene per rassicurare il paese.
Benché “sfumata”, la storia è onnipresente soprattutto nei dettagli maniacali della vita materiale di allora: le case, le macchine, i vestiti, i tagli di cappelli, gli oggetti di consumo, ecc.  Chi ha vissuto gli anni precedenti il crollo del muro di Berlino si immerge immediatamente negli ambienti ricostruiti da The Americans, rivivendo i colpi di coda dell’Orso sovietico sempre più incapace di mantenere il passo dello sviluppo economico e militare della potenza americana e di rimanere una potenza globale. A titolo di esempio, di questo divario crescente si trovano tracce nello sconforto di Philip alla notizia della perdita di sottomarino nucleare sovietico e dell’equipaggio per colpa di problemi tecnologici.
Nel frattempo, la coppia protagonista è alle prese con richieste sempre più pressanti in provenienza da Mosca, e oggetto di attività del controspionaggio americano. Nella serie TV si trovano ricostruite anche le lotte intestine nell’apparato sovietico, i diversi livelli di poteri e di ordini, talvolta anche contradditori, le multiple forme di sorveglianza che gli agenti dovevano subire da parte della madrepatria.
Chi scrive ha visto la serie con due figli adolescenti, non particolarmente appassionati alla storia come viene insegnata a scuola in Italia. Nondimeno, sembrano aver apprezzato la lezione di Public History che questa serie Tv offre per ricostruire il clima della guerra fredda nel corso degli anni ’80. I due ragazzi  - oltre a non perdersi nessun episodio - si sono incuriositi di quest’epoca, interessandosi della dinamica psicologica fra genitori e figli della famiglia Jennings. Il figlio ancora pre-adolescente Henry Jennings di 12 anni e, soprattutto, la figlia Paige di 14 anni, si scontrano contro un’autorità genitoriale che non riescono più a capire. Paige si ribella e cerca nelle comunità evangeliche del suo quartiere e nella bibbia un senso alla sua vita. La giovane Jennings cercherà anche di impegnarsi politicamente e socialmente grazie alla parrocchia, accrescendo il contrasto con l’ideologia e la cultura atea materna.
Si tratta di un dramma familiare che appassiona gli spettatori e che rende consuete anche le figure dei protagonisti, che si dibattono fra dilemmi di fedeltà alla patria, attrazione verso il sogno americano, difficoltà di vivere le relazioni di coppia e quella genitori-figli, in un modo da far rivivere quel mondo del pre-1989, che sembra scomparso così rapidamente dalla nostra memoria.
[1] The Americans, .
[2] Dettagli tecnici sulla serie “The Americans” si trovano nella banca dati Internet Movie Database (IMBd), . Altre informazioni sono disponibili nella  en.Wikipedia,  e nella it.Wikipedia .
[3] Per alcuni dati statistici sul numero di visioni delle serie tra la prima e la terza, vedere The Americans” renewed for Fourth Season”, di Lesley Goldberg, in The Hollywood Reporter, 31 marzo 2015, .
[4] Cfr. M. Del Pero, “Morning in America”: la storiografia scopre Ronald Reagan, in «Storica», 13/38 (2007), pp. 9-31.
[5] Cfr. P. Deery e M. Del Pero: Spiare e tradire: dietro le quinte della guerra fredda, Milano, Feltrinelli, 2011.
[6] Cfr. J. Weinsberg, An Ordinary Spy: A Novel, New York, Bloomsbury USA, 2008.
[8] Sulla politica dei conservatori americani sotto Nixon e Ford, si veda di Mario Del Pero: Henry Kissinger e l'ascesa dei neoconservatori: alle origini della politica estera americana., Bari: Laterza, 2006 e dello stesso autore su Reagan: "Morning in America": la Storiografia scopre Ronald Reagan.", cit..
[9] Leopoldo Nuti, Leopoldo, Frédéric Bozo, Marie-Pierre Rey and Bernd Rother, (a cura di): The Euromissile Crisis and the End of the Cold War. Stanford/Washington DC: Stanford University Press/Woodrow Wilson Center Press, 2015.